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martedì 22 marzo 2011

I 150 della Repubblica Italiana in chiave coreana


Dopo la sbornia di tricolori sui balconi e nei palazzi istituzionali é venuta l’ora di dire anche la mia sui 150 anni della Repubblica.

Il 17 Marzo l’Italia era tutta un tricolore , da balconi spuntavano bandiere nazionali (peró mai quanto come in concomitanza con i mondiali di calcio) e tutti cantavano l’inno con convinzione (sopratutto dopo la lezione del prof. Benigni Roberto) .

Questo anniversario della Repubblica , riprendendo una citazione del noto Rag. Ugo Fantozzi é stata :

UNA CAGATA PAZZESCA

Sarebbe dovuta essere la festa del patriotismo italiano e dei patrioti italiani e invece si é dimostrata la festa del nazionalismo italiano , sarebbero dovuto essere il sommo ringraziamento verso coloro che permisero a tutti noi di essere poi definiti italiani dando la vita per quell’ideale di Italia unita , grazie al quale adesso siamo parte di una Nazione , di una nazione che peró ai giorni nostri non cé piú.

Invece i festeggiamenti si sono únicamente concentrati in parete militari , desfilé di corpi d’armata (gli stessi che caricano i propri compatriota nelle manifestazioni), pavoneggiamenti da parte dei nostri politici che sotto il bombardamento dei fischi degli italiani altro non hanno saputo dichiarare , con la ormai consueta demagogia , il ringraziamento dello Stato a tutti i corpi d’armata che fuori dall’Italia rischiano la vita per la libertá dei popoli: MANDACI TUO FIGLIO A RISCHIARE LA VITA PER LA LIBERTÁ DEI POPOLI INVECE DI PROCURARGLI UNA POLTRONA PER TENERE LE SUE CHIAPPE MOLLI AL RIPARO DAL FUOCO NEMICO.

Chi li ha mandati quei corpi d’armati sul fronte?

L’Italia che fú é tutt’altra cosa!

Il tricolore era il símbolo di libertá , di una unione da sempre sognata , desiderata e voluta , hanno trasformato i festeggiamenti in una di quelle parate militari dei governi ditattoriali africani ;

Cambiavano i colori nelle piazze ma non siamo stati tanto diversi dalla Corea del Nord quando celebra i festeggiamenti del suo ditattore Kim Jong Il.

Al posto di tutti quei corpi d’armata avrebbero dovuto sfilare i le migliaia di associazioni di volontariato , Emergency e tutti coloro che senza il minimo aiuto mantengono viva l’Italia e che piú di tutti si avvicinano all’ideale dei nostri vecchi patrioti , paragonabili a dei moderni Garibaldi , che senza il minimo aiuto da parte dello Stato ha unito questa Italia con i suoi 1000 volontari che sbarcarono in Sicilia .

Questo sarebbe dovuto essere lo spirito della celebrazione ricordare chi ha fatto l’Italia , chi ha fatto grande l’Italia , non celebrare chi invece sta portando alla rovina l’Italia , l’Italia non é solo dei politici é di tutti , noi siamo l’Italia.

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