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venerdì 28 settembre 2012

Viaggio in California - Diario e Consigli #2


Bakersville .
Dopo aver appreso dal telegiornale locale della morte di 4 persone a causa di una sparatoria tra gang  partiamo verso il parco delle Sequoie , naturalmente la nostra “Anna” sbaglia il percorso e ci manda in una zona dispersa tra i monti , ancora adesso non capiamo dove cazzo ci stesse mandando .
Passammo 2 ore tra curve a strapiombo in mezzo alle montagne per passare poi in strade desolate in mezzo ai ranch cercando di evitare di schiacciare  gli scoiattoli che attraversavano improvvisamente la strada e con l’unico pensiero fisso per la testa  che la nostra KIT non ci lasciasse all’improvviso in mezzo a quella strada desolata.
Alla fine dell’avventura finalmente il cartello SEQUOIA NATIONAL PARK …una liberazione .
Il parco è qualcosa di impressionante è incredibile poter vedere quel che era la natura millenni  fa , con quelle sequoie giganti che ci riportano al periodo dei dinosauri .
Terminato il tour al parco delle sequoie , ci dirigiamo a Fresno , per poter visitare il giorno successivo il parco Yosemite.
Fresno è quel che si puó tranquillamente definire senza voler offendere nessuno il tipico paesino di merda dell’entroterra californiano.
Arrivammo al motel e per errore della solita “Anna” anziché entrare con l’auto nell’entrata principale entrammo per quella posteriore , scoprendo cosí che diverse prostitute attendevano davanti alla porta aperta delle stanze l’arrivo di qualche cliente e farlo accomodare dentro l’abitazione.
Andiamo ad un KFC per mangiare qualcosa e mentre eravamo in attesa di ritirare l’ordine avevamo la sensazione che da un momento all’altro sarebbe entrato il tipico ladro incappucciato e con fucile a pompa armato per fare una rapina.
Rientriamo in stanza e per fortuna il motel aveva una linea wifi cosí colleghiamo laptop e telefonini .
Un messaggio WUP di un nostro carissimo amico ci informa che risulta esserci un allerta per la diffusione di un virus mortale dovuto a un infezione causata dai roditori proprio all’interno del parco Yosemite e che ha causato per il momento 4 morti e 7000 infetti tra coloro che hanno visitato il parco da Luglio a fine Agosto e che le autorità locali sanitarie hanno allertato un alto rischio di pericolo.
Controlliamo su internet e tutto risultava essere confermato.
Per poter andare al parco di Yosemite finimmo in quel motel di merda ed ora scopriamo che cé pure un rischio di virus mortale…. KE GIORNATA !!
Vedendola da un punto di vista ON THE ROAD era stata una giornata ricca di emozioni , persi in mezzo alle montagne , girovagando tra le campagne , motel di prostitute , cena in KFC con rischio rapina e per concludere visita al parco Yosemite cancellata.
Non ci perdiamo d’animo e decidiamo di partire a prima ora della mattina seguente direttamente a Monterrey e Santa Cruz e passare tutta la mattina nelle due località marittime.
Cosí che la mattina dopo aver  controllato  che non ci avessero  rubato la nostra fedele KIT o al suo interno ci preparammo per partire
Di quella notte ci rimarrá un gran ricordo da poter raccontare ….evitate quella zona di Fresno!!!
Prima di partire , andiamo al mc donald al lato del motel dove avremmo dovuto fare colazione (il motel pubblicizzava che nel prezzo della stanza era inclusa anche la colazione : un buono pasto da usufruire al MC) …sfido chiunque alle 8 del mattino a mangiarsi per colazione 2 hamburgher dolci con besciamella e pepe verde , crocchetta di pesce tipo sofficini findus , succo d’arancia e caffè !!!
Se sei americano ti spari quel menu e ci abbini pure un doppio cheesburgher se invece sei una personale normale lasci quel menu sul tavolo tenendoti solo il mezzo litro di caffè e il succo d’arancia e vai al primo  drougstore e ti compri un mezzo litro di nesquik e un paio di maffi al cioccolato.
Il viaggio verso Monterrey fu molto rilassante passammo per le zone agricole delle california , tra  campi di noccioline e insalate , pensate a tutte le foglie di insalata che mettono nei cheeseburgher e a quanto burro di arachidi mangiano gli americani e vi farete un idea della vastitá di questi campi.
A poche miglia dal nostro arrivo a Monterrey incominciammo a vedere all’orizzonte quello che sembrava un incendio divampato tra le montagne che davano al mare.
All’avvicinarci sempre di piú alla cittadina ci rendemmo conto che quel che  sembrava essere fumo era invece foschia …ma una foschia cosí densa e fittá che sembrava essere frutto di un effetto cinematografico.
Monterrey è il classio paesino di pescatori americano , noto in passato per essere uno dei punti dove era fortemente  praticata la caccia alle balene che erano solite  passare per quei tratti di costa.
Oggi la caccia alle balene si sá è vietata  ma è possibile grazie a dei tour in barca poter andare a vedere le balene al largo di quelle coste , ma a causa di quella forte foschia i tour erano sospesi.
Finalmente dopo giorni di calore desertico riscoprimmo il fascino del freddo e della bellezza di indossare un paio di pantaloni e una felpa.
Vista l’impossibilitá del tour alle balene andammo a Santa Cruz nota per essere altra località di surfisti sede della marca O’Neill  , che sta giusto di fronte a Monterrey nella parte opposta del piccolo golfo.
Incredibile ma giunti a  Santa Cruz , vestiti come eschimesi , ritrovammo il caldo desertico , il sole cocente e il cielo limpido .
Rimanemmo a girovagare un po per la spiaggia e a vedere le foche adagiate sulle chiatte di lato ai pontili per rientrare a Monterrey con la speranza che viste le condizioni meteo migliori fossero ripresi i tour.
Incredibile ma giunti a Monterrey , vestiti come surfisti , trovammo la stessa foschia e lo stesso freddo di prima .
Spettacolo della natura !!! Stesso golfo 20 miglia di distanza , da un lato freddo e foschia e dall’altro lato caldo e sole.
Facemmo cosí un giro per la cittadina , scoprendone la bellezza della sua semplicitá.
Il campetto da softball con la partitina amatoriale tra gli scapoli e gli ammogliati , la caffetteria con le torte in vetrina, la mostra di auto d’epoca con le bancarelle di hotdog e mele glassate , insomma il tipico paesino  americano con i tipici negozietti da tipico paesino americano , con le tipiche facce da cittadini di paesino americano che andavano al bar a giocare a biliardo o a bowling , dove tutto apparentemente sembrava bello e perfetto.
    
Il giorno dopo ci prepariamo a lasciare Monterrey e dirigerci verso la nostra tappa finale del viaggio :San Francisco.
Durante il viaggio potemmo visitare la famosa Silicon Valley e vedere cosí le sedi della IBM , E-Bay , Pay –Pal , Oracle, Cisco , Mcafee, ed altre .
All’orizzonte iniziamo a vedere i grattacieli della cittá fino a che senza rendercene conto ci troviamo immersi nel traffico .
Essendo entrati nella periferia di San Francisco il primo impatto non è dei migliori , vagabondi , sbandati e spacciatori ogni due metri.
“Anna” senza sbagliare ci porta perfettamente  verso il centro Alamo dove dover consegnare l’auto e in quella mezz’ora in mezzo al traffico riscopriamo un poco di stile europeo nelle strombazzate di clacson e nelle sfanculate tra autisti.
Arrivati al centro Alamo ci salutiamo con i nostri fedeli compagni di viaggio Anna e Kit.
Anna voto 5 non ne azzeccava una e spesso non é  molto chiara , KIT voto 10 per non averci mai abbandonato soprattutto nei momenti “peggiori”.
Arriviamo all’Hotel…. Hotel ….chiamiamoli il tetto dove staremo nei prossimi giorni.
La stanza ha una vista spettacolare ma dando le spalle alla finestra e guardando la stanza l’unico cosa che manca è il disegno della figura umana che si trova nei luoghi dove si è verificato un omicidio.
Visto lo “stupendo” confort della stanza ci gettiamo immediatamente alla scoperta della cittá a due passi dall’hotel abbiamo uno dei punti forti della cittá Union Square ….niente di che …ha piú valore per il significato che avuto in passato …che per il suo valore artistico , perché vista cosí è una piazza che non dice nulla…ma ha un valore profondamente storico per la cittá.
Dalla piazza ci dirigiamo a Chinatown , molto piú curata e particolare rispetto a quella di NY , con le sue case in stile pagoda , che sembra di essere giunti proprio in una via di un quartiere d’epoca  di una qualsiasi cittá dell’800
Ma basta addentrarsi un poco per trovare lo stesso identico caos che si trova nei mercati cinesi e che abbiamo anche gisto appunto a NY e a Londra dei giorni nostri.
Caos di via vai di soli cinesi e qualche turista , tra macellerie con zampe di tartaruga e tartarughe mozzate in vetrina , polli e tacchini caramellati appesi nelle vetrine delle rosticcerie , casse di frutta e verdura mai viste , tutto naturalmente scritto in cinese , dal nome del negozio , al prezzo , al nome della frutta …in un solo giorno siamo riusciti arrivando a San Francisco a passare a visitare Pechino.
San Francisco ci appare giá dalle prime ore diversa dal resto delle altre cittá degli Stati Uniti delle persone , nell’architettura , nei modi di fare delle persone , sembra un poco Berlino per la linfa vitale e un poco Lisbona per i sali e scendi delle sue strade i tram e i ponti ( vedi post su Lisbona) .
San Francisco è meno grande di quel che sembra , naturalmente parlando del centro e non considerando le zone periferiche che preferiamo evitare.
Se a NY avevamo notato una forte presenta di portoricani , a Miami di Cubani , a Los Angeles di messicani , a San Francisco indubbiamente la presenza maggiore  va di diritto agli asiatici senza ombra di dubbio , ma non solo cinesi ma anche coreani , giapponesi , vietnamiti , la presenza asiatica nulla cittá è facilmente riscontrabile.
Dopo aver fatto un giro per Chinatown  ci dirigiamo verso il centro e constatiamo che la cittá è tutta qua e se non fosse per le terribili salite si visiterebbe sensa problemi.
Prima di rientrare ne “il tetto dove dormire” finiamo a mangiare in una di quelle tipiche tavole calde tipo Katz a NY …che tanto adoriamo ….non perché conoscessimo il posto ma bensí per la grossa presenza della popolazione locale che cenava .
Ci sediamo direttamente al bancone e dopo aver ordinato capiamo dalle dimensioni dei panini e dei gelati del perché ci fosse tutta quella gente…. Dimensioni XXL per ogni panino accompagnato poi da mezzo kilo di patate fritte .
Proprio nel locale constatammo il fatto che giá notammo in altre cittá degli USA che l’americano non va a cena per godersi la serata ..ma va a cena per riempirsi lo stomaco e basta .
Io e mia moglie avevamo notato gli sguardi un poco scocciati dei camerieri quando tardavamo un poco a lasciare il nostro tavolo , infatti non appena terminavamo di mangiare arrivava immediatamente il conto , come se ti volessero invitare gentilmente a levarti dalle palle.
Quindi noi dopo il solito calcolo della mancia obbligatoria gentilmente uscivamo via.
Altra caratteristica di tanti locali diurni / pomeridiani è che il concetto di andarsi a bere una birra o un caffè e basta non è sempre apprezzata .
O vai in uno Starbucks o cosa simile a prenderti un caffè altrimenti nel bar vieni visto come un pezzente o un approfittatore .
Se invece decidi di prenderti solo una  birra i camerieri ti guardano un poco male se non ordini almeno un insalata  o qualsiasi cosa ad alto tasso di colesterolo , come a  dire …se volevi solo una birra perché non te la bevi a casa tua davanti al divano!!! …Americani !!
Il giorno dopo ci dirigiamo verso la visita ad Alcatraz decidendo di percorrere tutto il lungo porto allungando di un bel pó  ma in questo modo evitiamo le terribili salite , purtroppo scopriamo all’arrivo al molo dove parte il traghetto per la visita al THE ROCK che tutti i biglietti sono terminati fino ai prossimi 3 giorni …MERDA!
Scoraggiati e delusi proseguiamo allora verso la zona di Fisherman quello che era il vecchio molo dei pescatori .
La zona è molto carina hanno ripreso le vecchie baracche dei pescatori e ne hanno fatto un zona 100% turistica , con negozietti , ristoranti , bar , giostrine da dove si puó ammirare in lontananza la famoso isoletta di Alcatraz .
Proprio mentre passeggiavamo nella zona di Fisherman ci appuntiamo a una visita in barca per vedere il Golden Gate ( il famoso ponte rosso di San Francisco) e Alcatraz ( senza peró poter entrare).
Arrivando via mare verso l’isola prigione è impossibile non notare che tutto il complesso è ormai un rudere , completamento abbandonato e dimesso.
Mentre dalla terra ferma commentavamo che la distanza dall’isola alla terra ferma non era poi cosí tanta e che alla fine fine era possibile farla a nuoto , durante la navigazione ci rendemmo conto che le correnti , il freddo e aggiungeteci pure il fatto che uno che sta in prigione non è allenato…ebbene …conclusione …è invece impossibile potersela fare a nuoto nel tentativo di un evasione a meno che non si abbia una barca …peró okkio in barca bisogna anche remare forte altrimenti a seconda delle correnti la si finisce in Cina …non a Cinatown ma direttamente alla sede principale.
Terminato poi di vedere anche l’impressionante ponte del Golden Gate e concluso il tour andiamo a mangiare in uno dei tanti chioschi che propongono in forma rustica , fritture di calamari , gamberi , granchi , tutti freschissimi e ottimi e a poco prezzo.
Uno dei piatti principali che tutti apprezzavano , tranne a noi , era un pane svuotato al suo interno con dentro una zuppa di granchio …tutti ne andavano matti …ma non aveva un bell’aspetto sembrava di mangiare un piatto di besciamella.
Cosí che optammo per un piatto di fritti , calamari merluzzo , etc … VOLENDO fare gli alternativi quelli piú furbi di tutti ..decidemmo di uscire dalla calca per poter mangiare piú tranquillamente e comodi fuori dalla zona dei chioschi verso il molo…Non appena usciamo uno stormo di gabbiani ci viene sopra per rubarci il pranzo !! Riusciamo ad evitarli rientrando nella zona coperta …tra le risate generali delle persone …cosí che abbiamo capito del perché la gente preferiva mangiare accalcata all interno dei chioschi e all’esterno nessuno mangiava ma solo passeggiavano!!!
Terminata la mangiata e la bevuta , decidiamo di andare a visitare la mitica Lombard Street a piedi cosí per digerire il pranzo.
Il tragitto che porta verso Lombard street sembra piú il camino che porta alla fontana di Lourdes non per il paesaggio ma bensí per il numero di disgraziati come noi ( e sono tanti) che decidono di farsela a piedi …TANTO CHE VUOI CHE SIA LA FACCIAMO PIANO PIANO!! Per arrivare a Lombard Street dal porto è un continuo incontrare nel marciapiede anziani li li per morire , grassoni a punto di infartarsi , uomini che trainano a fatica il passeggino con sopra il bambino , alcuni con doppio passeggino perché aveva dei gemelli , donne in lacrime perché in tacchi , insomma un girone dantesco!
Peró quando arrivi in cima ti rendi conto della bellezza del panorama e guardi dall’alto quelli che ancora si apprestano ad arrivare .
 Terminato anche questa visita torniamo verso il centro e  per fortuna è soltanto discesa.
La domenica di San Francisco è come una qualsiasi domenica di qualsiasi altra cittá …tutto chiuso e deserto , aperto ben poco cosí per bere e mangiare troviamo ben poca scelta …..per fortuna troviamo una pizzeria ( pizzeria …céra scritto pizzeria ma di pizza era solo lontana parente).
Ultimo giorno non poteva mancare il nostro solito giro nelle zona malfamata , dopo aver visitato Alamo Square , tra una chiacchera e l’altra , ci rendiamo conto che l’ambiente circostante è leggermente cambiato , niente di pericoloso , peró non erano certo i membri delal famiglia Mulino Bianco quelli che incrociavamo …passo rapido e alla fine dopo neanche troppo tempo torniamo “al nostro mondo turistico”.
L’ultimo giorno lo dedichiamo allo shopping ma rimaniamo a mani vuote …San Francisco ha poco da offrire e quello che offre è abbastanza caro.
Passiamo  la giornata girovagando tra la zona di Castro per poi rientrare in albergo …scusate “nel tetto dove siamo “ per preparare  le valigie per il rientro.
Partenza alle 07.00 e il bus che ci avrebbe portato all’aeroporto sarebbe passato alle 04.30 del mattino e cosí durante l’attesa inizio a chiacchierare con il ragazzo della reception …un hippy dei giorni nostri , che sparava la musica di Jimmy Hendrix in tutta la Hall e di tanto in tanto andava a farsi  due tiri di mariuana fuori dalla hall.
Durante la nostra chiacchierata mi spiegó che oramai per i cittadini di San Francisco , vivere in cittá è diventato impossibile per quanto sia cara , cosa che avevamo notato anche noi non appena vedemmo i prezzi degli hotel e la loro qualità e che per una stanza come la nostra (20 mq)  un ragazzo paga 600 dollari a settimana  per starci tutto l’anno e il prezzo è anche ottimo perché poi non paga ne luce , ne gas e internet mentre solitamente a quel prezzo in tanti  devono aggiungerci quei costi che non sono per nulla economici.
All’arrivo del bus salutando il nostro “amico” hippy vedemmo una San Francisco deserta che ci fece una pessima impressione , essendo un giorno della settimana molti locali notturni alle 04.30 erano giá chiusi o neanche avevano aperto, il panorama ci sembrava un film di zombie ..nelle strade deserte sola la presenza di barboni e senza casa rompeva il silenzio.
Avevamo notato durante la permanenza che in cittá vi erano tanti vagabondi e disperati , ma quella notte ci rendemmo conto di quanti fossero , non potendosi “mischiare” con persone normali , essendoci solo loro …ai nostri occhi si presentava il lato buoio e triste di una cittá che sino ad allora ci apparve sempre solare e piena di vita , gioiosa , allegra , tranquilla e allo stesso tempo vivace ;
quella notata con gli zombie ci ha mostrato un altra San Francisco , cupa , degradata , che ti abbandona al tuo destino e ti fa capire che una cittá per quanti negozi Armani, Gucci e Prada possa avere per apparire lussuosa , con le tenebre e tutti i negozi e locali chiusi svela poi  la sua anima triste e povera , la realtà nascosta durante il giorno , neanche nascosta ma che non si vede o non ci si fa caso ma che prima o poi viene allo scoperto e non è un bel vedere.
Volo San Francisco – Barcelona si rientra a casa  con  Scalo a Miami …che come temevo non aveva nessuna zona fumatori .. o meglio  c’era ! un bel giardinetto chiuso per poter fumare …chiuso con cartello IN RIPARAZIONE !! Ma riparazione cosa se è aperto … cosa cé da riparare in un giardinetto aperto !!!
Le contraddizioni dell’America.. lotta continua contro i fumatori ma  pasti e bevande ad alto contenuto di colesterolo , auto ad alto tasso di inquinamento  e aria condizionata al massimo a volontà!!

Per poter racchiudere il concetto di vita negli Stati Uniti basta riflettere sul fatto che ti fanno gli hamburger da un kilo e ti propongono di bere  la birra light perché ha meno calorie! Questa è l’America prendere o lasciare!!
Per capire l’America e gli americani bisogna prima capire queste loro contraddizioni .








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