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lunedì 14 maggio 2012

Vecchi Capitalisti e Nuovi Ciarlatani


Dopo aver guardato l’ultima puntata di Servizio Pubblico sullo stato económico dell’Italia e non solo dell’Italia ,mi colpí in particular modo  i commenti di normali cittadini intervistati , che mi portarono a  pensare al concetto distorto che si ha adesso del Capitalismo o meglio della figura del Capitalista di allora con quella di adesso.
In passato per quello che lessi e mi informai , non essendo io nato o troppo giovane per potermene rendere conto , la figura del Capitalista era come una sorta di padre per i propri impiegati , tal volta di padre padrone , ma sempre una figura guida per i propri “figli”.
Il Capitalista era colui che possedeva capitali  , molti capitali  e  li investiva a proprio rischio e spese nell’ industria , nella produzione.
Allora il Capitalista , era Capitalista quando poteva vantarsi di poter avere 100/200/ 500 lavoratori o  piú alle proprie dipendenze , dando da vivere a  100/200/500 o piú famiglie , permettendo un istruzione ai loro figli , che in un futuro prossimo sarebbero sarebbero potuti  essere utili grazie ai loro studi alla causa dell’azienda del Capitalista.
Il Capitalista si arricchiva  di questo , dell’essere consapevole  che la sorte di centinaia di famiglie era nelle sue mani , o meglio nella sua testa , nel suo operato , nelle sue decisioni.
I soldi  contavano certo! , ma quei  personaggi  giá vivevano nell’agiatezza e rischiavano il proprio capitale anche per il bene della comunitá.
I veri Capitalisti erano quelli che entravano per prima in fabbrica e gli ultimi ad uscire , presenti costantemente all’interno delle proprie aziende , conoscevano i processi di lavorazione di quel che producevano , sapevano dove e come poter  migliorare i processi produttivi , sapevano quali migliorire apportare , conoscevano il proprio lavoro ,parlavano con i propri operai , perché umilmente consci del fatto che solo la conoscenza di un operaio ,  essendo  in prima línea , poteva aiutarli a correggere  difetti e pregi del mecanismo di produzione.
Quei vecchi Capitalisti che facevano di cognome   Agnelli , Ford , Ferrari , Olivetti , investivano anche nei propri operai offrendoli la possibilitá di vivere nelle case costruite in  cittadine create appositamente  per gli operai e le proprie famiglie  e i figli di questi frequentare le colonie aziendali in montagna o al mare.
Tutto ció sembra irreale e utópico, ma era vero , il concetto di fabbrica , operai , direttori , presidente era piú simile al concetto di famiglia .
Con le proprie liti , le proprie rivendicazioni , i propri malumori le proprie discussioni , proprio come una famiglia .
I Capitalisti i loro soldi li investivano nella produzione , nel sacrificio , nella produzione di un bene , di un qualcosa tangibile, fino all’avvento della  Borsa che cambió tutto.
Con la nascita della Borsa , naque quell’idea e quel mito di poter far soldi in maniera piú semplice e rápida , senza dover per forza di cosa dover matenere 500 famiglie.
Nacquero cosí altre figure che si facevano chiamare Capitalisti , ma che in realtá altro  erano che soli Speculatori , perché di concetto Capitasta non avevano nulla , personaggi che tentavano e spesso riuscirono ad arricchirsi , fare la bella vita,fuggire nel modo piú rápido possibile  dalla povertá senza nessuno sforzo e molto spesso senza conoscere ció in cui ci si metteva.
Per quegli Speculatori , la richezza stava nelle belle auto , nei bei vestiti , nello sperpero del denaro , nel vivere scialaquando soldi in maniera inutile , il non sempre proprio denaro  a scapito di tante famiglie che vivevano al limite della povertá .
Nacquero le crisi , le bolle e i fallimenti , perché Capitalista lo si é quando si investe il proprio denaro , conoscendo i propri limiti , affrontando rischi che possano pergiudicare oltre alla propia di famiglia ma  anche quelle di altre 10/200/500 o piú ,.Famiglie  di operai che il capitalista conosceva e cosí come conosceva  i nomi e i volti dei figli dei suoi stessi dipendenti e non sotto forma di numero di matricola o per il códice fiscale o di rango.
 Quelli rischiavano  il proprio di  denaro , quello messo su da una vitá , e non quello degli altri o dattoli  da un governo (soldi dei contribuenti)
Quei Capitalisti , avevano rispetto per il denaro , il denaro andava anche risparmiato per i peridodi di vacche magre o per continuare a crescere investendo nella proprio fabbrica ,  non per investirli in azioni di borsa o appartamenti o gioielli o auto di lusso .
Il denaro deve essere usato per poter stare bene , che te ne fai di tante Somme di denaro , nascoste sotto il materasso , o sotto il divano , cosí come Poggiolini quando perquisirono la sua casa.
Quale é la soddisfazione di possedere tanto denaro ? Per poi tenerlo dentro un materasso ! Ci si sente piú ricchi ? Ci fa sentiré i piú potenti del mondo avere 20 mercedes d’oro  come gli sceicchi? Si é il piú grandi  di tutti se si  compra per 95 miliardi  un calciatore per la propia  squadra di calcio?
O sono piú ricco , rispettato e forte se grazie a me 100, 200, 500 o piú famiglie vivono grazie ai miei sforzi e al mio coraggio?
Quale é il vero capitalista?
Quello che va in mercedes con il contratto del calciatore appena acquistato per 95 milioni di euro ( indebitandosi con le banche)
O quello che va in mercedes con il contratto per la costruzione di una nuova fabbrica per ulteriori 95 operai che daranno da sfamare a 95 famiglie e che permetteranno di dar un educazione ai propri figli?
Adesso di veri grandi Capitalisti , che hanno saputo investiré e gestiscono il proprio Capitale , se ne contano sulle dita delle mani , emarginati e offuscati da presunti , non mi va neanche di definirli capitalisti , ma  ciarlatani , venditori di fumo , che hanno capovolto la pirámide dove  prima il Capitaslita   era la base della pirámide , la punta che  sosteneva da sola tutto il peso della pirámide , in cui una sola persona riusciva a sostenere tutto il peso di una comunitá , adesso invece quella pirámide si é rovesciata e questi ciarlatani amziché stare adesso nella base a sostenere da soli tutta la struttura , adesso sta al vértice , sostenuti da tutta la comunitá che fa da base , laborando e sacrificandosi perché lui possa stare in vetta , senza fare nessuno sforzo , ma guardando tutti dall’alto grazie allo sforzo degli altri.

lunedì 30 aprile 2012

Lisboa : la San Francisco europea


Tornai  a Lisbona dopo 15 anni con la speranza di ritrovare quella cittá che allora tanto mi affascinó per la sua storia , la vivace vita che circolava per le strade  , il fascino di una capitale che dava all’Oceano di una nazione che giustamente , proprio perché dal punto di vista geografico si trova  all'estremo occidente dell'Europa divenne il   punto di partenza  verso il nuovo mondo .
Allora Libona era  un immenso cantiere aperto essendo cittá ospitante  dell’Expo e capitale del paese che si apprestava a organizzare gli Europei di Calcio , insomma una cittá giá bella di per se ma che si preparava a indossare il vestito e il trucco di gala  per due importanti avvenimenti a cui non voleva sfigurare .
15 anni son tanti  ma mai avrei creduto che potesse cambiare cosí radicalmente  .
Di quella meravigliosa capitale trovai invece una sorta di cittá fantasma , il degrado e l'abbandono dopo 15 anni ne  facevano da padrona in una Lisbona che facevo fatica a riconoscere.
Al ricordo di quelle meravigliose strade del centro con i loro palazzi d’epoca, mi trovai la dura realtá dell'incuria , in tutti gli edifici del centro c’erano solo negozi , o meglio uffici bancari ,( forse la cittá con la piú alta densita di  filiali bancarie che abbia mai visto ) e la restante parte disabitato.
Caminando in quei giorni per la cittá lusa mi domandavo :  Ma che é successo ? 15 anni fa!?Tutti quei lavori in quella cittá viva che avrebebro dovuto migliorarla e che invece la rendeva a una cittá  post guerra o post terremoto .
Da quel che mi raccontarono alcuni cittadini di Lisbona  gli abitanti del centro si trasferirono tutti nei nuovi quartieri costruiti con i soldi dell'Expo e degli Europei  abbandonando completamente il centro storico … ma questo é possibile?Immaginatevi il centro di Londra , Milano , Parigi , deserti perché tutti gli abitanti hanno deciso di trasferirsi in massa verso altri quartieri , cosí é sia stato per Lisbona.
L'unica cosa che faceva da filo tra la Lisbona di 15 anni fa e quella del 2012 erano i suoi caratteristici marciapiedi fatti con  i san pietrini  ( consiglio per le donne se andate a Lisbona evitate scarpe con i tacchi perché incompatibili con questi tipi di marciapiede), scoscesi e sgretolati come allora .
Ma quei marciapiedi sono una caratteristica della cittá che la fanno unica in Europa  , anche se scomodi e pericolosi son del parere che sia  giusto preservare  quello stile , pur sempre discutibile per la comoditá , ma unico e carettistico della cittá.
Per farvi un idea , piú che una capitale europea la Lisbona di oggi sembra piú a una cittá del Sud America , non só perché ma dava l’impressione  di essere in una cittá argentina o brasiliana , per i suoi abitanti , per il contesto , per la vita notturna ( vivace e animata come nessun altra capitale europea , molto piú simile a una cittá sud americana) , anche se difficilmente in una cittá sud americana si vedrebbero cosí tanti SUV e mercedes...alla faccia della crisi e del riscatto!
Fatte queste premesse , va detto che la cittá va sempre scoperta e come ogni cittá ci sono pregi e difett da scoprire.
Il difetto piú grosso é sicuramente l'usanza di servirti al ristorante , senza che tu lo chieda , un piatto con del pane , del burro e del prosciutto, che tu quando arrivi dici ...che carini e gentili che sono a Lisbona , ti offrono subito questo solo per esserti seduto ....10 euro (minimo) quando ti arriva il conto .Quindi se andate a Lisbona e vi sedete in un ristorante qualsiasi , proprio qualsiasi perché cercano di piazzarvelo sempre , quando vi portano il famoso piattino dite pure NO OBRIGADO e il cameriere tranquillamente ve lo ritira e non pagarete ..."l'offerta".
Ma Lisbona é Lisbona sopratutto la notte , magari se vi trovate a Bairro Alto o al Alfama dove potete vedere dall'alto tutta la cittá , le sue colline,  che tanto odierete durante le vostre passeggiate giornaliere , sopratutto quando siete in salita e vi sono 30 gradi , ma la notte Lisbona si fa perdonare per tutte le fatiche che vi ha costretto a subire.
Il grande fiume spezzato dal ponte Vasco da Gama vi fará sentire come se foste a San Francisco  e quando sentite il cigolio del tram e lo vedete arrivare quasi ci credetedi essere nella cittá californiana.
Lisbona é la San Francisco d'Europa , entrambe emarginate a occidente , entrambe svilupate su delle colline , entrambe distrutte piú volte dal terremoto , ma nonostante ció non ha distrutto le loro anime , anzi quei fatti tragici hanno fortificato lo spirito della cittá e dei suoi abitanti;
Due cittá che si discostano dal resto , San Francisco dagli Stati Uniti e Lisbona dall'Europa  , e a loro volta si guardano tra loro quasi specchiandosi l'una con l'altra .
Vi lascio una piccola gallery di foto per ció che é stata la mia Lisbona.











domenica 22 aprile 2012

INDIGNADOS - ONE YEAR LATER


É trascorso quasi un anno dai famosi movimenti del 15M in Spagna , quelli che in tutto il mondo sono meglio noti  come gli Indignados .
Dopo un anno , un duro anno dove tante cose son cambiate , cosa é rimasto di quel movimiento?
Esiste ancora?
Un anno fá in piazza Catalunya partecipai vivamente alle loro assemblee e vidi con i miei occhi come i mossos de esquadra (la polizia catalana) caricavano brutalmente gli occupanti della piazza , con  azioni che si  addicono piú  ai regimi dittatoriali che  ad un paese “democrático” .
Dopo quel tentativo di espulsione dei manifestanti dalla piazza , il movimiento si fece ancora piú forte , sembrava che qualcosa finalmente potesse cambiare, che questo movimento spontaneo e nato dalla rete potesse finalmente cambiare le sorti della Spagna.
Nato appunto  da un Tam Tam via internet sembrava  pareva che  finalmente far  il popolo avesse riacquistato  il giusto valore di importanza  nelle scelte  amministrative e finanziarie della  politica spagnola , piú di qualsiasi decisione a favore delle  entitá finanziarie e bancarie, per il quale anche la Spagna si era vista costretta a dover far fronte a un enorme debito e a milioni di disoccupati causati dalla bolla immobiliario-bancaria, proprio sui cittadini.
A fronte di queste decisioni impopolari , ecco che ricomparve quel coro che sino ad allora solo avevamo ascoltato nei paesi sudamericani : “el pueblo unido jamas será vencido”.
Il movimiento dopo diversi mesi decise di terminare con l’occupazione delle piazze , plaça Catlunya a Barcelona  , plaça del Sol  a Madrid e  le principali piazze della Spagna , vennero sgomberate in forma volontaria dagli stessi  indignados .
Con questo atto il movimiento voleva , non solo fermare il fenómeno di barboni e senza tetto che approfittavano delle piazze per trovare riparo o degli anarchisti che iniziavano a creare diversi problema organizzativi e di gestione  e che stavano mettendo in cattiva luce il fine reale di quel movimento , ma sopratutto sperava di portare le loro idee e ideali al di fuori della piazza .
Il moviemento decise cosí di organizare quotidiani dibattiti non in un unica piazza ma  in numerose  piazze , per poter cosí informare in maniera piú capillare i cittadini, in maniera tale che questi ultimi potessero conoscere il moviemento e le loro iniziative , frequentando i dibatitti della piazza che stava sotto casa casa.
Naturalmente l’informazione era come sempre distribuita attraverso anche i canalí web , che faceva da allaccio tra le piazze.
……tutto é rimasto li.
Purtroppo il movimiento dalle piazze non é uscito! É rimasto li ¡ ancora adesso continuano a dibattere , dibattere e dibattere, piccoli comitati si riuniscono con un apparato sonoro e ognuno dice la sua si confrontano proposte , etc etc etc etc etc etc
Va detto che il  15M ebbe il suo apice di popolaritá proprio durante le elezioni nazionali , dove decise e consiglió a tutti i partecipanti e seguaci di non andaré a votare , perché quella classe política non li rappresentava , una decisione che io ho anche condiviso .
Questo provocó la caduta del partito socialista di Zapatero e la netta vittoria di Rajoy del Partido Popular ( la destra spagnola).
La sconfitta dei socialisti ,  a parer mio fu soprattutto dovuto al fatto che minimizzó il movimento reputandoli meno decisivi dal punto di vista numérico rispetto a quello che invece erano realmente.
Mentre l’errore degli Indignados é stato quello  in tuto questo lasso di tempo (un anno) non hanno avuto la maturitá  di formarsi come partito o movimiento político come potrebbe essere il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo o il Partito dei Pirati in Svezia , che nonostante si discostino dalla classe política hanno capito che per cambiare la política  era necessario entrare in política per distruggerla da dentro.
Gli Indignados invece hanno avuto la convinzione che la semplice occupazione di intere piazze e una serie di manifestazioni potessero camkbiare le cose cosí come successe nella primavera araba.
Ma la Spagna non é la Tunisia , l’Egitto, il Marocco , questo non lo capirono e fu proprio  il loro errore , perché non basta stare vari  mesi in una piazza con micrófono a chiedere ai manifestanti cosa si voglia o cosa non si voglia , organizzando i dipartimenti ecologia , medicina etc ,  se poi quel che si é deciso non si riesce a portarlo dentro un parlamento.
Il 15M , gli Indignados , son morti cosí , continuano nelle loro proteste , nei loro dibattiti tra le piazze , informano i cittadini , ma l’odio per la política e i politici li porta a non volersi immischiare e questa mentalità li sta portando alla definitiva sparizione.
Va detto che non hanno avuto un leader o meglio  un personaggio forte come puó essere Beppe Grillo in Italia ( che alla fine ha solo un blog e fa degli spettaccoli non possiede TV o Giornali) , ma questo non deve  essere una scusante , per un movimiento che aveva illuso migliaia di persone ( me compreso) ma che al momento dell’esame di maturità non si è presentato all’esame perché non vede giusto dare l’esame.
Per chi come me ha vissuto personalmente quel periodo direttamente è una grande delusione vedere tutto ció come è andato a finire.
Gli  indignados all’apparenza sembrava essere un germoglio nato dalle  radici dei movimenti del ’68 che si cambiarono le cose !! andando fino in fondo! 
Gli indignados scesero per strada perché figli di quei sessantottini ,  che in Spagna  tra l’altro non conobbero perché sotto dittatura franchista , dando  per ció ancor piú valore alla loro azione , perché si trattava della prima volta che il popolo spagnolo si ribellava .
Ma purtroppo nulla , tanto movimento, tanta partecipazione , cazoladas , manifestazioni , ma tutto è rimasto intatto , anzi di quel che fu e si fece in quei giorni è rimasta solo la parola indignados ad indicare un gruppo di persone che manifestano contro le decisioni di un governo, niente piú , dei segni delle speranze , dei propositi che si erano prefissi gli organizzatori e i partecipanti del movimento non vi è traccia , le banche continua a comandare sul popolo e il governo continua a fare gli interessi delle entitá finanziarie anziché quelle del suo popolo 

martedì 6 marzo 2012

Le Ginocchia -- feat Rocky Balboa



Ho trovato questo video su youtube .
Rocky Balboa non é certo Seneca , Oscar Wild , Martin Luther King o Jim Morrison , insomma , sapete uno di quei grandi geni e miti entrati nella  storia che siamo soliti citare per alcune loro affermazioni divenute in seguito epiche  e che utilizziamo per personalizzare il nostro profilo di Facebook o nei nostri blog .
Rocky Balboa é Rocky Balboa, é considerato un pugile rozzo , ignorante che non valga la pena ascoltare.
Rocky Balboa dice cose scontate che peró nessuno dice .
Rocky Balboa racconta la vita in modo semplice senza giri di parole , anzi con poche parole e al  citare una sua  frase a molti far storcere ilnaso perché  molto piú chic e intelletuale inseriré una frase di un grande poeta o di uno statista , insomma di qualcuno per cui la gente possa pensare ……
Cavolo ! Che cultura ha questo qui !! mica come te che guardi i film di Rocky Balboa.
Ma visto che  anche io mi reputo un rozzo ignorante alla Rocky Balboa ho deciso di inseriré questo video perché voi tutti possiate vederlo , perché capisco benissimo che in tanti , anzi tansissimi ( io compreso) Rocky 6 non é certo tra le primissime scelte di film da vedere , ma questo spezzone vale realmente la pena vederlo.
Propio questa scena del film mi ha dato spunto per questo post.
Ho 35 anni , e in questi anni dalla vita di botte ne ho preso!! Uff se ne ho preso!! E anche tante ¡! E probabilmente continueró a prenderle , forse saranno ancora piú forti di quelle che fino ad esso  ho  preso , le successive magari faranno ancor piú male e con ogni probabilitá  anche piú dolorose.
In questi 35 anni ho capito che mia madre non mi ha dato nessun talento particolare , non so cantare , non so scrivere , non so comporre , non so recitare , non ho un dribbling sgusciante ,  insomma non mi ha dato nessuna capacitá per poter emergeré ed essere qualcuno , ma mi donato ció che piú importante conta avere nella vita : 2 ginocchia .
Si esatto due belle grandi e grosse ginocchia che durante tutti questi anni mi hanno sempre permesso di rialzarmi , a volte scricchiolano , talvolta fanno piú fática a riportarmi in piedi , ma in questi hanni ci son sempre riuscite .
Un dono che vale piú di qualsiasi altra cosa nella vita , perché in tutti questi anni nel sentiré tantissime volte discorsi del tipo che nella vita bisogna avere fortuna , talento o palle , mi son reso conto che tutto ció in realtá non conta !
Puoi avere tutte le fortune che vuoi , tutto il talento immaginabile ed essere il piú cazzutto del mondo , ma se non hai due belle ginocchia che ti aiutano a rialzarti quando sei a terra non vai da nessuna parte;
se ti buttano giú , anche se si trattasse di una sola volta in tutto il percorso della vita , per un colpo leggero o per uno scivolone !Senza ginocchia rimani a terra per sempre , senza poi poterti mai rialzare ;
senza due belle ginocchia puoi avere tutte le gioie e fortune del mondo ma sarai come  un elefante con la zampe da gazzella , il giorno che cadi a terra , ti quasi  impossibile  riuscire a rialzarti .
E  il vecchio , ignorante e rozzo Rocky Balboa in questo video diceva bene
“ la vita quando colpisce , colpisce duro”
E quando ti colpisce duro tu devi esser pronto a rialzarti e lo puoi fare solo con le tue ginocchia , puoi anche trovare qualcuno che ti aiuti a rimetterti in piedi  , ma in seguito dovranno essere le tue stesse ginocchia a sorreggerti e se cadi  nuevamente a terra saranno sempre loro che dovranno per l’ennessima volta  risollevare tutto il tuo corpo martoriato , una , due , tre e chissá per quante volte nella vita .
Un corpo che durante tutta la vita sará pieno di lividi e i dolori per i colpi ricevuti saranno tremendi , ma finché le tue ginocchia sarnno forti e reggono potrai continuare a rialzarti per quell’ennessima volta .

lunedì 5 marzo 2012

I LABIRINTI DELLA VITA


Non sono mai stato cosí tanto tempo  senza scrivere nel blog , ma a causa di una seria di avvenimenti tragi-comici la mia testa e il mio tempo erano costantemente impegnati a trovare un uscita da uno di quei  labirinti  che di tanto in tanto si creano durante la nostra vita .
Non sto qui a raccontare tutto ció che mi é capitato in questo mio periodo chiamiamolo di letargo forzato dal blog di 4 mesi , magarí in seguito scriveró un post cosi vi farete due belle risate ,
Questi che io chiamo   labirinti , in realtá ci appaiono inizialmente come dei  soli  tunnel , interminabili tunnel , kilometrici e monotoni tunnel bui , che durante il nostro percorso ci riservano anche diversi tranelli e pericoli.
Il peggiore di questi tranelli é il bagliore in lontananza  di una  possibile uscita , cosa che repentinamente in realtá non si verifica .
Continuiamo cosí tra inganni e tranelli a percorrere il labirinto, senza sapere che é un labirinto , andiamo avanti , continuando a sperare che prima o poi ci sia un uscita ma in  realtá stiamo solo girando a vuoto .
Ci vogliamo anche fermare e aspettare  , per vedere se passerá qualcuno a darci una mano , ma nessuno passerá , nessuno ci dará una mano .
Siamo li soli , in mezzo al nulla , persi in un luogo da cui vorremmo uscire ,   che dopo tanto vagare , ci convinciamo che  in realtá  una uscita  da quel percorso interminabile neanche esista , perché non capiamo in realtá dove in realtá siamo e come siamo finiti in quel punto.
Proprio quando ci fermiamo a pernasare e li che allora che ci domandiamo se stiamo percorrendo la strada esatta e ci rendiamo conto che quel che apparentemente era un interminabile tunnel altro non é  che un labirinto .
Un labirinto ha un uscita  .
Cerchiamo segnali , lasciamo tracce , cerchiamo la strada giusta , lunga , corta buia o soleggiata che sia  ma cerchiamo un uscita che sappiamo esserci..
Il labirinto forse é piú stancante del tunnel , ma sai che sicuramente che prima o poi ne uscirai , magari la sfiori l’uscita , la vedi , sentí l’aria che circola , sei li , ma hai solo sbagliato percorso , torni indietro e prendi un nuovo percorso …forse é quello giusto , forse no .
Pensavi fosse la strada giusto in realtá no , cambi , torni indietro , provi a girare a sinistra anziché a destra , scopri poi che vi é una stradina che non pensavi esistesse , dove magari siamo passati diverse volte senza accorgercene  , l’avevamo li la soluzione , l’abbiamo vista diverse volte ma non ci abbiamo fatto caso , forse perché troppo nascosta o forse perché la reputavamo troppo banale per poter esser vera.
Invece eccola quella strada , quella giusta , quella che porta all’uscita .
Siamo fuori , magarí non troveremo al di fuori del labirinto il paesaggio che speravamo , ma siamo fuori