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mercoledì 28 settembre 2011

A Pirri nulla cambia.... la dura vita della Municipaltá


Termino per l’ennesima volta di toccare terra all’aeroporto El Prat di Barcelona , di rientro a casa.
Ormai ci ho fatto un abitudine , la paura per l’aereo quella ancora no, non c’è nulla da fare , la paura del volo quella continua a rimanere .
Ogni volta che rientro , durante il viaggio di ritorno tra aereo e treno , mente e penna ogni volta analizzano e riassumono il viaggio appena concluso .
Ma cé un posto che per normali ragioni familiari , ho “ visitato” piú spesso ed è la mia cittá Cagliari , anzi nel preciso Pirri o come la chiamano ora Municipalità di Pirri ( dicono l’unica in tutta la Sardegna , non capisco che intendono con il termine Municipalità, ma cosí ora è chiamato il quartiere cagliaritano).
Ogni volta che parto per tornare a casa , mi immagino , cosí come per qualsiasi altra cittá europea in cui devo ritornare , Come sará ? sará cambiata ? chissà che cé di nuovo!!
Durante il viaggio di andata Barcelona – “Pirri” tra uno spavento e l’altro durante il volo , immagino cosa possa essere cambiato del quartiere, se sará migliorato o peggiorato ;
uno stato d’animo simile a quello che si prova quando si è in procinto di vedere un parente che non si vede da anni , come quando bisogna affrontare una di quelle rimpatriate tra vecchi compagni di scuola ;
ma non si tratta ne di un parente , e tantomeno di ex compagni di scuola , ma bensí della mia cittá anzi del mio quartiere : Pirri….anzi Municipalità di Pirri …ma per me è Pirri e basta !!!
A molti dei cagliaritani , questo post potrá far sogghignare perché il mio quartiere è noto per i suoi tantissimi luoghi comuni cosí come i suoi abitatnti , ma nonostante i luoghi comuni é il quartiere piú famoso della Sardegna , che se ne voglia o no.
Almeno una volta nella propria vita un sardo l’ha nominato o sentito nominare o meglio ancora vi ci è dovuto passare.
Pirri era un comune , un comune a se ma dagli anni 30 credo fa parte del Comune di Cagliari , ma nonostante ció i pirresi veri , quelli nati e cresciuti, non i cagliaritani che hanno comprato casa negli ultimi anni , continuano comunque a sentirsi pirresi.
Come me dopotutto.
L’orgoglio e la fierezza nel essere pirresi è tutta particolare , non è per niente paragonabile a quella che si puó incontrare in qualsiasi altro paesino della Sardegna dove l’attaccamento al proprio paese di provenienza è molto sentito.
Essere pirresi , vuol dire essere diversi non solo dai cagliaritani stessi , ma dagli stessi sardi.
Il pirrese nonostante gli sberleffi e le continue prese per il culo , è fiero della sua provenienza , perché non è solo un quartiere di Cagliari , ma un quartiere composto da altri quartieri , dove tutti piú o meno si conoscono e sanno che sei di Pirri , figlio di , che vivevi in via tal !!
Quando rientro a casa , la prima immagine che ho , giungendo dall’aereoporto , sono i palazzi di Monreale abbandonati o semi abbandonati ( attenzione quella zona dei palazzi non è Pirri , ma Elmas o Selargius …questioni di catasto) che continuano ad essere cosí semi abbandonati e mezzo costruiti , da quando io avevo 10 anni , dove con i miei amici ci arrampicavamo sino al terrazzo e ci divertivamo a buttare giu le bottiglie di birra di Ichnusa lasciate dai muratori , tentando di centrare il buco della bettoniera che stava a 40 metri sotto di noi.
Quei palazzi sono cosí come 20 anni fa ! identici uguali ! Ogni volta guardandoli ti sembra di fare un viaggio nel passato.
Dopo questi palazzi , giusto di fianco , vi è un vasto terreno incurato e lasciato non só da quanti decenni ormai alle incurie ed è quello che tutti i pirresi chiamano “Su Campu de ziu Ambu”.
Mia madre mi raccontava che quando era piccola , la famiglia Ambu festeggió in quello che un tempo era un fattoria con animali d’allevamento , il loro primo miliardo.
Io di quel campo ho le immagini della mia infanzia, gli anziani della zona in un angolo del campo seduti sui di tinta arrugginiti a chiacchierare tra loro e a mangiare i fichi appena raccolti dagli alberi che tuttora sono presenti nel campo ;
le escursioni di “bicicross” tra i dossi di artificiali che si erano creati con i rifiuti edili che venivano e ancora vengono scaricati illegalmente ;
l’attraversata del campo, tra giornaletti porno, telai di motorini rubati, borsette rubate , siringhe , che permetteva di accorciare notevolmente il tragitto da casa per la chiesa di San Gregorio per fare il chierichetto ;
le riunioni segrete tra i cannetti del campo con i compagni di scuola delle medie Giacomo Leopardi per fumare le prime sigarette , con il terrore che qualcuno ci potesse beccare ;
le passeggiate con il mio cane tra le erbacce secche che si erano formate con il calore estivo.
Quel campo è ancora li cosí come era nella mia infanzia , con i suoi alberi di fichi , le due palme e l’abbeveratoio per gli animali , a ricordare come le sfingi in Egitto , quel che restava di quel che era la vecchia fattoria ., i cumuli di mattoni , i telai di motorini rubati , le erbacce secche , i pneumatici usati , anche quelli ci sono sempre.
Anche il campo di calcio della Jupiter è sempre li , attorniato da incurie e macerie , uguale e identico cosí come quando noi ragazzini d’estate uscivamo di casa alle 2 del pomeriggio con il sole a 30 gradi , passando sotto i buchi delle recinzioni per giocare a calcio sino alle 7 di sera o piú .
Il campo cé ancora ma non si vedono piú ragazzini vestiti alla bene meglio giocare a calcio , per il gusto di giocare a calcio , per la passione e il divertimento di giocare a calcio.
Noi ci andavamo , con ai piedi un paio di Soldini , un pantaloncino da calcio e una maglietta bianca , i meglio equipaggiati al massimo possedevano un pantaloncino NR e un paio di “pantofola d’ora”.
Adesso i ragazzini che si vedono giocare son solo quelli della scuola calcio Jupiter , con le loro divise perfette , nike ai piedi o ci vedi quelli della mia etá o piú vecchi che giocano i tornei MSP.
Il mio quartiere è sempre uguale , anche la tabaccaia , giá vecchia quando ero io ragazzetto è sempre la stessa, gli edifici , le case , le facce son sempre le stesse nulla è cambiato , tutto è rimasto intatto da allora.
Ma vi è solo una cosa che cambia a Pirri , le scitte sui muri dei ragazzi morti .
Non sono come i necrologi di carta bianca che si vedono nei comuni paesi , ma sono nomi scritti a bomboletta spray dai loro amici nel tentativo di creare un mausoleo in ogni muro disponibile del quartiere , i Fisio , Chicco , Andrea , Christian , son diventati Strorillo , Benny , Kekko , etc…
Anche quelle scritte sotto un certo senso non sono cambiate , son cambiati i nomi di chi non cé piú , non è cambiata la vita dei ragazzi di Pirri , sono cambiate le loro automobili e le loro moto , i Ciao con marmitta Polini non ci sono piú soppiantati da moderni scooteroni, ma il senso di quella vita è identico a quello dei ragazzi di adesso.
Una piazza , un paio di Ichnusa prima comprate da Rullao adesso magari da Paragone , un’pó di fumo e la serata passava , oggi , domani , dopodomani , l’indomani , per una settimana , per un mese , per un anno , sino a quando uno vuole.
Pirri è anche questa , degrado , abbandono, emarginazione , ma nonostante tutto chi è andato via da Pirri per cercare qualcosa di meglio , mai rinnegherá il suo essere pirrese o i suoi amici pirresi , perché il passato non è per essere dimenticato ma serve per apprendere per il futuro e soprattutto per il presente.
Io personalmente ho perso un amico pirrese in un incidente in moto , un altro morto per overdose, un compagno di classe morto in un incidente stradale mentre scappava su di un auto rubata inseguito dalla polizia , tanti di quelli con cui giocavo nelle notti d’estate per strada son finiti in galera , tutti miei coetanei .
Tutti volendo o no mi hanno aiutatoanche il mio quartiere mi ha aiutato !Nel capire!
E ogni volta che riprendo l’aereo per ritornare a Barcelona , penso che a Pirri nulla è scontato , perché il destino è il destino ! ne scritto e tanto meno costruito ,
Perché nel destino di chi è nato e ha vissuto o vive a Pirri , deve mettere in conto che il proprio nome puó comparire su uno dei muri del quartiere , scritto a bomboletta spray ..

lunedì 4 luglio 2011

New York - Un Pirrese a NY


Incredibile ¡
I © NY , mai e poi mai avrei mai potuto pensare e tanto meno avrei creduto un giorno di scriverlo peró quello slogan , che tanto sembra cosí banale e turistico , è proprio la sensazione che provi quando lasci la cittá!
Negli attimi di attesa all’aereoporto ancora non realizzi , poi quando è l’ora di imbarcare e incontri la porta del tuo gate con la scritta New York inizi a captare qualcosa , ti senti come fossi una star.
8 ore e mezza Barcelona – New York , 8 ore interminabili , tra lettore mp3 , libri , film e il grafico sullo schermo dei televisori che segnale la posizione dell’aereo che sembra essere sempre ancora tanto lontano dall’arrivo.
In testa ti iniziano a risuonare canzoni dei Bon Jovi , di Bruce Springsteen dei Ramones , che sembrano darti la sensazione di conoscere giá quella cittá per la musica che hai ascoltato tutta la vita .
Poi quelle 8 ore di volo improvviso passano e in mente quella canzone degli U2 – Angel Harlem

It was a cold and wet December Day when we touched the round at JFK

Ma il giorno ch earrivamo non era un freddo giorno di Dicembre ma un caldo giorno di Giugno , ma anche noi atterramo al JFK.
Vuoi uscire dall’aereo il prima possibile , non sai se per buttarti subito nella Grande Mela o perché non ne puoi piú di stare dentro quella carlinga , ma all’uscita dall’aereo ci attendono un ora e mezza e piú tra ritiro bagagli e super controlli di sicurezza , durante l’iter burocratico doganale americano inizi ad avvertire qualcosa di strano dentro la mia testa mentre mi guardo tutto attorno come un bambino al suo primo giorno di scuola , ma la sensazione non è una sensazione che si puó definire anomale ma una sensazione che direi piú familiare , ti giri attorno , guardi le insegne , guardi i visi delle persone , vedi le divise degli agenti e quella sensazione non diminuisce ma al contrario cresce , lievita.
Una sensazione mai provato neanche a Parigi e Londra , poi capisco il perché .
Ci venne a prendere un autista dell’agenzia con un un super fuoristrada della Ford di taglia XXL , che ci sembró al primo giorno enorme , immenso al termine della vacanza ci rendemmo conto che da quelle parti era come possedere in Europa una Golf .
L’autista (turco-americano) ci venne a prendere per portarci all’appartamento passammo per il quartiere ghetto Jamaica e piano piano iniziammo a veder comparire all’orizzonte le cime dei grattacieli di Wall Street , passando poi per il Queens sino a giungere finalmente a Manhattan e durante il tragitto di guardi attorno , sei stanco morto , hai sonno , ma non hai piú la forza per essere stanco ed avere sonno , perché quella sensazione che sentivi all’aereoporto adesso ormai ti avvolge , sono solo poche ore a NY e ti senti giá storditó , ti senti come se ti trovassi dentro di un immenso deja vú !!
Allora capisci , capisci che come per magia non sei davanti alla televisione o al cinema ma sei entrato dentro lo schermo , adesso fai parte di quegli scenari che sempre ho visto sin da piccolo , ogni angolo che guardo , ogni sguardo che incrocio ti riporta a quelle puntate di Arnold , I Robinson , I film con Al Pacino , Martin Scorsese , Coppola la serie Friends , tutto è cosí vero , reale , ma non cé nessuno schermo che ti separa da quelle location , adesso li posso toccare , posso respirare la loro stessa aria , sentire i loro stessi suoni , fare le stesse cose banali che fanno loro durante la giornata come prendersi un caffè , ma che alla televisione era cosí tanto americano , cosí tanto figo e quando la vedi di persona e un continuo ripetere ripetutamente : Proprio come nei film !!
New York è come incontrare Al Pacino , de Niro , Woody Allen al ristorante , e trovarteli nel tavolo affianco , guardarli per tutto il resto della serata mentre mangiano e parlano tra loro e renderti conto che sono veramente fatti cosí .

“....a town that is famous as the place of movie scenes

(Alicia Keys – Empire State of Mind)

Dalle auto della polizia ai vigili dei fuochi ,al suono delle loro sirene , dai palazzi ,ai negozi , dalle facce dei ragazzi tutto è un film …New York ha il fascino di farti vivere un film , ogni angolo della cittá è un deja vu , un giá visto , che ora tocchi dal vivo .
Mattina , sera o la notte in qualsiasi momento è la NY che ti immagini e che hai sempre creduto che fosse , ogni giorno scopri una parte della cittá e ti senti sempre piú parte di essa , la stessa sensazione che sicuramente hanno sentito i milioni di immigrati italiani, irlandesi , africani che giunsero qui nel secolo scorso , perché dal momento in cui arrivi la cittá e i suoi abitanti ti accolgono e ti abbracciano e non ti fanno sentire come una straniero , ma cercano di farti sentire come se fossi a casa tua , nella tua cittá e ti fanno sentire protetto e sicuro , pronti ad aiutarti nell’integrarti ….L’AMERICA …la NUEVA YOK…continua ancora ad avere quello spirito nell’accogliere chi sbarca proveniente da ogni angolo del mondo.
Ogni passo che fai ogni centimetro che calpesti scopri quello che hai sempre visto ma che pensavi non fosse vero , ma fosse tutto cinematografico , cosí come la messa Gospel , le donne in abiti eleganti di color arancione , verde , fucsia con i loro cappelli bizzarri e gli uomini in abito scuro , cravatta nera e camicia bianca che ti sembrano tanti Obama , che ti accolgono dentro la chiesa come se dalla porta fosse entrato Gesú in persona e quando attaccano a cantare i loro pezzi …ancora una volta ..senti quella voce dentro di te che ripete ….proprio come nei film Riscaldando le voci!!
Provano i pezzi cantati per la messa !!
!! …Attaccano a cantare!!
Senti la pelle rabbrividire , senti quelle voci e il loro canto entrarti dentro non è musica è qualcosa di piú !
Possono mettere qualsiasi grande cantante a cantare lo stesso pezzo , ma non riuscirá mai a raggiungere il livello di uno solo di uno dei componenti del coro …perché loro non stanno solo cantando , loro non stanno solo tenendo il tempo con le mani , loro non stanno facendo uno spettacolo , loro stanno pregando …quella musica , quel coro , quel forza nelle loro voci è dentro della loro anima , nel credo di quelle parole cantate , l’energia nel cantare non la trovano nella gola e nei polmoni ma nel cuore , probabilmente quella messa è stata una della esperienze piú belle della mia vita .
Angel Of Harlem !

I Still Haven't Found What I'm Looking

Questa é NY , la NY che vuoi vedere , quella che non appena metti piede ti appare la sigla della MGM o della Columbia Picture , quel mito con cui tutti noi siamo cresciuti , quell’idea magica di cittá dove tutto è possibile e i sogni diventare realtà ….quell’American Dreamming di cui sempre abbiamo sentito parlare , quel sogno americano che ti permette di realizzare i tuoi sogni , ma vivendo sulla pelle di tanti disgraziati che qui a NY ed in USA in generale hanno cercato il loro sogno e sogno è rimasto.
L’America ha una società che si basa sui disgraziati , permette a chi non ha nulla , di poter evere un lavoro , una bella casa , la tele al plasma e il SUV , cosí fú per gli italo – americani (che piú che italo sono siculo-americani o campani-americani visto che di italiano non sanno spiccicare una parola) , gli irlandesi , gli afriacani e ora i portoricani e i messicani .
Lo stato americano vive di questi disperati che nulla hanno da perdere , lavorano , si integrano , sino a sentirsi americani , ringraziano lo Zio Sam per avergli dato da mangiare , ma tutto questo ha un limite , un prezzo che va pagato , perché non è tutto luccicante il mondo MADE IN USA , perché il giorno che per sciagura si deve affrontare un intervento chirurgico o si ha bisogno di assistenza sanitaria e la TUA ASSICURAZIONE che PAGHI TU non copre l’intera spesa ..se vuoi essere curato devi cacciare di tasca tua i soldi …e i soldi sono fatture da 400 / 2000 / 10000 dollari che se non ti puoi permettere o decidi di morire o ti fai ipotecare la casa .
IL MADE IN USA è anche quello che se hai lavorato 40 anni e ti manca 1 mese per la pensione e l’impresa per la quale ha i sudato e faticato per tutta la tua vita va in bancarotta e fallisce significa addio alla tua pensione , addio alla tua buona uscita , addio all’assistenza sanitaria perché non hai un soldo , unica soluzione continuare a lavorare per il resto dei tuoi giorni per poter sopravivere non vivere !
Anche questa è l’America , dell’American Dreamming e dei grandi tracolli e tragedie , cosí come Antonio mi disse ( italo americano di Brooklyn conosciuto una sera a Bryant Park) : Mia nonna mi diceva sempre noi dobbiamo ringraziare l’america e gli americani , perché prima di venire qui non avevamo neanche un pezzo di pane per mangiare mentre adesso in tavola ogni giorno ch’avemmo o maiale na bistecca supra a tavola! I acquist grazie a l’america!
Come potergli dare torto , anche io mi trovo a pensarla come lui a me la Spagna ha dato lo stesso che a lui e ai suoi antenati diede gli Stati Uniti D’America.
NY era e continua ad essere la terra promessa che attrae ed attira , cittá costruita e divenuta famosa grazie anche agli italiani e alla loro Little Italy , che adesso non è nient’altro che una via di ristoranti italiani con tavolini con tovagliette a quadri bianche e rosse completamente divorata da Chinatown che si estende sempre di piú per la parte del Lowery Side.
Ma anche questa è NY , la cittá che cambia in continuazione senza che tu possa rendertene conto , quartieri che cambiano la propria identità anno dopo anno , mode , tendenze , usanze , facce nuove , un mondo in continua e costante evoluzione .
Cosí come per forza di cose è cambiata Ground Zero , dopo l’11 settembre , adesso è un immenso cantiere dove sorgerá il grattacielo piú alto del mondo , 10 anni fa il teatro di una tragedia ;
quando mi trovai nel luogo in cui prima sorgevano le Twin Tower rimasi impressionato , mentre provo ad immaginare cosa potessero essere quelle due torri , immaginare quel che fu quel giorno , quel primo aereo scagliarsi sulla prima torre , il fumo e il fuoco , il secondo aereo scagliarsi sulla seconda torre , nuovamente fumo e fuoco , le due torri cadere , prima una e poi l’altra , in un giorno qualsiasi , un giorno in cui potevo esserci io la sotto o pteva accadere proprio mentre ero li a guardare quel che restava di round zero in un edificio qualsiasi , cerco di riattaccare tutte le immagini che ricordo passarono allo sfinimento alla tele e su internet , guardi quel cantiere e quella nuova torre che piano piano vanno costruendo e e continui ad immaginare quella tragedia , ció che fú , cio che successe in quegli attimi , in quegli istanti che cambiarono il mondo .
Di fronte a quelle gru che lavorano , non vi è solo un cantiere , ma storia , perché proprio in quel punto li , proprio li difronte a me ..la storia ha cambiato e non ´´e come quando si guarda il Colosseo o la Tomba di Napoleone a Parigi , perché quei fatti non li abbiamo mai vissuti ma solo letti e immaginati nei libbri di storia , ma a Ground Zero è diverso , la tragedia l’abbiamo vissuta in diretta , tutti noi non possiamo dimenticare quelle immagini ed io adesso mi trovo li di fronte alla tragedia in cui tutto ebbe inizio : Guerra in Afghanista , Guerra in Iraq , attentato di Madrid , attentato di Londra , Nassyria , la crisi mondiale , ….tutto ebbe inizio li in quel quartiere di Mahattan , ma quel giorno non vi erano telecamere cinematografiche , luci e un regista che gridava Stop !!! Quel giorno non si stava girando una scena di un film , ma una pagina di storia , che ha cambiato volente o no il modo di pensare e la forma di vivere di tutti noi ed osservando in questa vacanza il carattere dei newyorker un popolo che ha sempre creduto nella tolleranza e che dell’integrazione razziale ha fatto la sua fortuna e fama , convivendo e continuando a vivere serenamente nonostante i periodi neri causate dalla delinquenza la delle bande cittadine , mafie e possibili attentati , cosa sia stato per loro quell’11 Settembre , uno stupro violento alla loro identità alla loro filosofia di vita .
Perché NewYork , sarebbe una cittá grande e basta se non fosse per la sua popolazione , unica al mondo per carattere , invece è proprio grazie ai suoi abitanti che è una Grande Cittá , una Meravigliosa Grande Cittá .

martedì 31 maggio 2011

LOS INDIGNADOS : Los Invencibles de la plaza Cataluña 27/05/2011


Dichiarazione INDIGNADOS Acampada BCN

Siamo Gente che é venuta liberamente e di forma volontaria , in seguito alla manifestazione del 15 maggio abbiamo deciso continuare a stare uniti ed essere sempre di piú in lotta per la dignità.

Non rappresentiamo a nessun partito o associazione e tanto meno nessuno ci rappresenta.

Ci unisce il malessere per una vita precaria e le troppe disuguaglianze e diversitá , ma soprattutto ci unisce il desiderio di un cambio.

Siamo qui perché vogliamo una nuova società che da priorità a la vita anziché agli interessi economici e politici.Ci sentiamo calpestati per l’economia capitalista , ci sentiamo esclusi dal sistema politico attuale , che non ci rappresenta.

Lottiamo per una trasformazione profonda della societá e soprattutto lottiamo perché sia la stessa societá ad essere protagonista del cambio .

Credevano che stessimo dormendo e che avrebbero potuto continuare a tagliare i nostri diritti senza che avessi opposto resistenza.

Si sbagliavano: stiamo lottando, pacificamente ma con determinazione , per la vita che tutti meritiamo.

Abbiamo imaparto dal Cairo , dall’islanda e da Madrid .

Adesso è il momento di lottare e prendere la parola

Foto della Carica dei Mossos

mercoledì 25 maggio 2011

Prove di Terza Guerra


Un altra settimana , di discussione , il caldo e la stanchezza sta mettendo a dura prova gli Indignados.

La Concretezza di questa manifestazione che è durata oramai quasi due settimane è come un immenso puzzle che a poco a poco sembra prendere forma.

Le proposte e le conclusioni realizzate sono state tante e sottoposte a continui dibattiti , si è cercato di fare il bene comune della gente.

Guardi la televisione e senti i politici locali e non fare dichiarazioni di interventi economici per il bene della nazione , della societá, frequenti i forum e il facebook degli accampati nelle tante piazze della Spagna e leggi di decisioni riguardanti il bene del popolo e della nazione .

La storia molto spesso ci insegna a ricordare e a unire i fili , tra il 1936 e 1939 si combatté in Spagna la guerra civile , una guerra tra spagnoli tra Repubblicani (Fronte del Popolo) e Nazionalisti (Franchisti) , fu la prima guerra tra destra e sinistra.

La Spagna tra il 1936 e 1939 fu uil banco di prova per la seconda guerra mondiale , in cui per la prima volta si affrontare due modi divergenti di pensare quello fascista-nazionalista e quello marxista-comunista.

Quasi ottant’anni dopo quei tragici eventi nuovamente in Spagna , sembrano pronti a scontrarsi le due forme di civiltà quella Capitalistica-Consumistica e quella Sociale-Ecologica , la prima basata sul concetto di un economia di mercato basata sulle banche , l’altra su un concetto di ricerca di una miglior qualitá della vita , la prima sul concetto di produci , consuma e brucia e riproduci , la seconda produci, consuma e ricicla.

sabato 21 maggio 2011

SPANISH REVOLUTION

FOTOGALLERY

Pensate alla piazza principale della vostra cittá , pensate a ogni singolo balcone che si affaccia sulla strada della vostra cittá e immaginate la vostra piazza con 2000 / 3000 cittadini , composti da anziani , giovani, bambini , punk, fighetti, maestri, alunni , seduti a decidere la gestione di quella piazza , immaginate ogni balcone della vostra cittá dove risuana il battito di un mestolo su una pentola o di due coperti di pentola che sbattono tra loro (una cazuelada) per far sentire l’appoggio della vostra cittá nei confronti di coloro che stanchi di una politica fatta di politici che pensano piú agli interessi proprio che a quelli dei cittadini decidono di accamparsi nella piazza principale della propria cittá, paese, comune per decidere loro stessi del proprio destino e baypassare i politici …..immaginate!

BENVENUTI A MADRID

BENVENUTI A BARCELONA

BENVENUTI A SALAMANCA

BENVENUTI A SIVIGLIA

BENVENUTI IN SPAGNA ….

BENVENUTI ALLA SPANISH REVOLUTION

Quello che vedevamo in televisione al Cairo adesso è qui!

In ogni piazza della Spagna.

Le piazze vengono “occupate” civilmente , ripeto civilmente , dai cittadini di qualsiasi ideologia politica e religiosa , perché ora come ora , nella situazione in cui la società imperversa poco interessa se sei di ddestra o di sinistra , ebreo , cristiano o mussulmano , adesso interessa la Dignitá , l’Esistenza dell’essere individuo , la volontá di essere cittadino !

Le piazze di centinaia di cittá spagnole diventano delle Agorá , il vento rivoluzionario del nord Africa è arrivato alla penisola iberia, grazie ad un passaparola via internet , lo strumento che puó distruggere questo modo di fare politica in cui il cittadino viene ignorato e sulle decisioni della comunitá ;

portando in questo modo che siano gli stessi cittadini ad impossessarsi della propria piazza per discutere , organizzare e decidere del proprio futuro.

Vivo a Barcelona, attraverso Plaça Catalunya, mi siedo con loro , attorno ho 2000/3000 persone attorno a me sedute , che decidono le proposte , accettandole o controbattendo , decidono egli stessi il proprio futuro , respiro ció che da 35 anni mai avevo respiratosino ad ora respirato :

DEMOCRAZIA ,

un parola che ho soltanto avevo letto e adesso la sto respirando , la sento , la vedo , davanti a me ,attorno a me , da quegli altoparnti che gracchiano proposte, in mezzo a piazza Catalunya e da quelle mani che si alzano o che si incrociano vedo quello di cui da anni ho solo sentito parlare chiamare DEMOCRAZIA senza mai cpire sino ad oggi di che cosa si tratasse.

Il rifiutare o accettare , il rivedere , il ridiscutere insieme a tutta la comunitá una proposta per il bene della societá.

Mi guardo attorno a quella piazza e mi sembra di non credere ai miei cocchi , ci sono spazi autogestiti per far giocare i bambini, spazi in cui proprorre le proprie idee , parrucchieri gratis, centri di raccolta differenziata , un cucina dove vengono distribuiti cibi e bevende , un magazzino in cui vengono conservati cibi e bevande offerti da chi appoggia l’iniziativa o comprati mediante collette della PIAZZA , non solo per chi ha dediso di accamparsi , ma per chiunque decida di partecipare o passare anche un solo minuto per la piazza.

BENVENUTI IN PIAZZZA CATALUNYA

BENVENUTA ALLA PORTA DEL SOL!

“Los nietos de quien han perdido la guerra civil”

“I figli degli sconfitti della guerra civile spagnola”

I nipoti di coloro che hanno lottato per la libertá per la democrazia e che purtroppo lottarono e morirono invano, ma lottarono !!, Perché se non lotti sei perso!

I nipoti hanno deciso di lottare , non con le armi , ma con civiltá , prendendosi ció che gli appartiene LA PIAZZA!!!

Una piazza dove la polizia ha deciso di non attuare l’ordine imposte dal sindaco e dalle “autorità” richieste dai soliti partiti , motivando il fatto che gli “accampati” , anzi gli INDIGNADOS non stanno , per il momento , infrangendo nessun disturbo e nessun infrazione , perché anche i poliziotti hanno capito che dentro quella piazza si sta lottando per il loro futuro , il futuro dei propri figli !

Perché anche i poliziotti sono cittadini e hanno dei figli che vogliono un futuro degno per loro e per la propria famiglia.

Non fanno parte della CASTA! Ma son costretti a ubbidire agli ordini della casta !

SINO AD ORA!

La polizia cosí non ha attuato allo sgombero di nessuna piazza spagnola, perché non “ha trovato nessuna motivazione” legale per poter attuare ad uno sgombero , anzi nel caso di Barcelona ha invitato direttamente il sindaco a presentarsi personalmente nella piazza e a costringere gli occupanti a lasciare “LO SPAZIO PUBBLICO” , ma il sindaco non si è presentato !Occupato nella campagna elettorale cittadina!

E Non si presenta nessun rapresentante di partito , nessuno !

Chi ci ha provato come quelli di IZQUIERDA , la sinistra estrema , l’equivalente del PCI italiano , convinti di cavalcare l’onda di protesta e farsi portavoce degli INDIGNADOS vengono cacciati e fatti tacere a bordate di fischi e insulti , senza che gli venga recato nessun danno , ma allontanati , dal malumore della piazza, della comunitá , della gente , del popolo.

Chiunque provi a sfruttare il malcontento della piazza per ottenere dei voti , non capisce che il suo tempo ha le ore contate , che è finito tutto , che chi sta in quella piazza è solo la punta di un iceberg gigantesco pronto ha scontrarsi con chi sino ad ora ha imbrogliato i propri elettori , mentendoli per anni , un iceberg stanco dei politici , stanco di questa politica , di questo modo di fare politica , stanco di questa visione fatta dall’alto che guarda il basso , destra e sinistra oramai non esistono pií , fascismo , comunismo , sono ideologie vecchie di 50 anni , NON ESISTONO PIÜ !!

I servi della Gleba son stanchi di fare i servi , possono anche continuare a stare nella gleba , ma sono stanchi di essere servi.

Beppe Grillo è 5 anni che cerca di farlo capire dalle piazze dei suoi spettacoli , non dalle televisioni o dai giornali, ma dalle piazze , piazze italiane identiche a quelle spagnole e egiziane , ma qui non cé nessun Beppe Grillo , qui non cé nessun leader , qui tutti sono leader , qui non cé nessun segretario di partito , chiunque sia seduto in una piazza è segretario di partito .

POPULISTI! Ci chiamano

DEMAGOGI! Ci considerano

ANTIPOLITICI!!! Ci catalogano

i buon pensanti , i political correct , i CHORIZII , come li chiamano da queste parti “le grasse salsicce” :…SONO SOLO 4 FACIRONOSI !! 4 ROMPIBALLE

Poi senti nell’aria …un rumore metallico : DAN !! ……….

E un altro

DAN! …..

Poi piú ripetuto

DAN! DAN !…......

E da un altro angolo un altro suono simile

DAN ¡DAN! DAN!.

Poi quel rimore diventa sempre piú ripetuto e provenire da diversi angoli della cittá

DAN ¡ DAN DAN! DAN ¡DAN ¡DAN

Diventando sempre piú incalzante ¡!!

Inizialmente sembra baccano , ma è troppo forte per essere solo baccano , è talmente forte che sembra essere un cantico popolare ;

un canto popolare dove le note musicali vengono eseguite con mestoli che battono sulle pentole o da coperchi che battono tra loro provenienti da ogni balcone di Barcelona , Madrid , Siviglia …da ogni cittá della Spagna , a dar supporto a chi sta prendendo possesso della propria piazza , del proprio futro , facendo capire al mondo che non si tratta di soli 4 FACINOROSI , ma che si tratta della

SPANISH REVOLUTION!!!

Del popolo che che parla , dei cittadini che reclamano !

P:S: A causa di un mal controllo , purtroppo ieri .e stato rovinato una zona di prato presente in Plaça Catalunya , i partecipanti , resosi conto , che questo possa essere considerato perseguibile di denuncia o di sgombere da parte della guardia civil , motivandolo come atto vandalico all’arredo urbano , è stato sostituito con un piccolo orto .

Dopo la decisione della comunitá della piazza , si è deciso di mantenere l’orto anziché ripristinare il prato precedente con i relativi fiori , eleggendo quel piccolo spazio adibito ad orto come simbolo di questa manifestazione .

«Yo te voto, yo te pago, yo decido»
CERCHERÓ DI AGGIORNRVI ILPIÚ CHE POSSO!!